……e buttala nel cesso.

O quanto meno e’ quello che sto pensando sia l’idea del sig. Daniele Orlandini, sedicente autoproclamato scrittore, che da anni pubblica oscenita’ di pessimo gusto in giro per il web.

Il tale in questione, oltre ad ignorare in piu’ di un caso le regole della grammatica italiana di base, e oltre a non avere la piu’ pallida idea di cosa voglia dire scrivere un racconto breve (anche senza fini artistici, per carita’, sto parlando di racconti a puro titolo di intrattenimento), non ha per niente idea di cosa voglia dire mettere insieme una trama, una descrizione decente, niente.

I suoi racconti sono per lo piu’ una serie di baggianate con finti pseudo supereroi e supercattivi, il cui fulcro sono le descrizioni di scene ad alto contenuto emetico messe li’ giusto per il gusto dell’orrido di serie B.

Ora, parliamoci chiaro, a me non danno fastidio descrizioni di scene violente o similia (ho letto ben di peggio nei testi di cannibal corpse, mortician ed affiliati…), quello che mi da’ fastidio e’ l’abuso di internet e del tempo altrui da parte di personaggi come costui, che, tanto per iniziare dovrebbe allenarsi a leggere dei libri veri e seri per capire come si imposta una trama e non semplicemente creare il clone scritto della puntata della sera prima di qualche insulso telefilm horror splatter di quart’ultimo ordine.

Giusto per darvi un’idea di quello di cui sto parlando mi permetto di citare:

(…)

“Ho schiacciato tua figlia Anna in uno schiacciasassi e tua moglie adesso è all’ospedale. Dopo averla tirata fuori dall’acqua le ho cavato gli occhi, tagliato le orecchie, le labbra, il naso, la lingua e infine l’ho scotennata.” Disse Letha.

“Ahhh!!! Maledetta troia schifosa!” Disse Morano piangendo.

“Troia schifosa?! Non hai idea di quanto ha lungo abbia lottato per diventare ciò che sono e realizzare il mio desiderio di vendetta! Da quando sono stata sfigurata e mio padre è morto ho dedicato ogni singolo istante della mia vita a preparare la mia vendetta. Sono diventata esperta di arti marziali, mi sono allenata ad usare le armi e ho studiato magia nera. Ho fatto un patto con un demone, un demone che mi diede temporaneamente poteri straordinari, come quello di trasmettere telepaticamente anche a distanza, specialmente con chi ho affinità,  e posso anche scrutare un po’ nella mente delle persone fissandole negli occhi. Ma il potere più grande fra quelli che mi ha dato è quello di manifestare il male che voglio su chi voglio, e sarà questo potere a rendere la mia vendetta più appetitosa.” Disse Letha.

“Ahhh! Cos’intendi fare strega?! Vuoi uccidermi? Fallo pure! Tanto non m’importa più di vivere!” Disse Morano.

“Ah! Ah! Ah! E pensi di cavartela con così poco? No! Io non ti concederò la morte, ma la sofferenza eterna!” Disse Letha con voce sibilante.

“C- cosa vuoi dire?!” Disse Morano.

“Te ne accorgerai presto!” Disse Letha.

Poi la ragazza fece degli strani segni nell’aria e gettò una polvere rossa addosso allo sventurato Morano. Lui, lipperlì sentì solo un gran caldo, ma dopo alcuni minuti gli sembrò di bruciare vivo.

“Ahhh! Cosa mi hai fatto strega maledetta!” Disse Morano.

“Ti ho gettato addosso la maledizione del fuoco eterno!” Disse con voce sibilante e aggiunse,” tu sentirai per sempre il tuo corpo bruciare pur on rilevando danni fisici e resterai così! Non ti sarà permesso di morire!”

(…)

A parte le perle linguistiche (lipperli’ e’ da oscar) ed il fatto che la buona Letha parla sempre e solo “con voce sibilante” (ma sa cosa vuole dire?)…… faccio notare l’originalita’ !

Infatti non si e’ mai sentita la storia della povera ragazza innocente che, subito un torto, si vendica in modo terribile su coloro che le hanno arrecato danno…vero?

Inoltre notevoli sono le capacita’ espressive del nostro Orlandini, che ritiene che il miglior modo per caratterizzare un personaggio sia quello di fare in modo che questi presenti qualsiasi propria caratteristica (magia nera, arti marziali, patti con demoni, eccetera…) alla propria vittima prima di punirla.  Mai sentita ne’ vista nemmeno questa, vero?

Peraltro la descrizione dei poteri della cara Letha e’ gia’ di per se’ tragicomica : il demone gli da’ temporaneamente poteri straordinari” ma questa pare poterli usare fin quanto le pare. Ne sa una piu’ del diavolo, come si suol dire.

Inoltre puo’ “trasmettere telepaticamente anche a distanza, specie con chi ha affinita’” con lei". Premesso che la telepatia prevede che ci sia distanza (altrimenti cazzo di telepatia e’? Vorra’ mica usare un cavo USB?) ma……cazzo amico, ti rendi conto che in questa frase manca l’oggetto ???? Trasmettere telepaticamente COSA ?

(saltiamo pietosamente la parte riferita alle affinita’…) 
Il buon Orlandini non demorde e poco dopo ci regala un’altra perla : Letha puo’ “anche scrutare un po’ nella mente delle persone, fissandole negli occhi”. Solo un po’ eh. Forse si era accorto che la aveva gia’ caricata di troppi superpoteri. E poi dicono che gli occhi son lo specchio dell’anima…

Ultima ma non ultima la possibilita’ di manifestare il male che lei vuole su chi vuole. Alzi la mano chi ha capito cazzo vuol dire ‘sta frase.

Orlandini ogni tanto cerca anche di usare vocaboli un attimo piu’ forbiti, e cosi’ viene fuori che il povero giudice “sentira’ per sempre il proprio corpo bruciare pur non rilevando danni fisici”. Rilevare danni fisici. Mitico. Onestamente, non credo che una cosa del genere sia possibile dirla, hombre. Il termine che forse volevi utilizzare e’ “riportare” (riportare danni fisici).

La “bibliografia” (notare le virgolette) di Orlandini e’ piena di cose del genere, come testimonia il primo episodio della serie “spetters” (si, questo tipo scrive i racconti in serie, come i cartoni animati) a cui Daniele ha dedicato ben 10 episodi:

(…)

Era una domenica primaverile e a Perignano era una bella giornata. Quasi tutti i giovani volevano andare al mare.

Non però Alessandro, e neanche tre dei suoi amici, loro infatti volevano andare in discoteca speravano di riuscire a conoscere alcune ragazze già da loro precedentemente adocchiate.

(…)

A parte l’uso assassino della punteggiatura nelle prime 3 frasi, ma puo’ costui spiegarmi l’accostamento dei tempi verbali  nella frase da me segnata in grassetto?

Se questo scrittore e’ l’archetipo dell’uomo medio in Italia, o se anche solo il suo pubblico fa parte del pubblico letterario medio in Italia, allora siamo in pessime acque, davvero……

se qualcuno ha tanto coraggio (o cattivo gusto) da voler leggere altre boiate di questo tipo, prego visitare questo sito

Mitico il racconto di Danny, in ogni caso (dove emergono interessanti particolari sull’attitudine al lavoro, al rispetto e verso il gentil sesso del nostro Orlandini). A questo tipo bisognerebbe tagliargli le mani.